6 ottobre 2026
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Quando anche una bolla può diventare parte di un racconto
Le parole possono trasformarsi in immagini e materia, diventando fragili e potenti allo stesso tempo. È da questa riflessione che nasce “Sono Solo Parole”, la mostra personale di Valeria Canavesi, a cura di Giorgio Uberti, ospitata dall’Archivio Rachele Bianchi di Milano.
Dulcop ha scelto di sostenere il progetto come partner, portando all’interno della mostra un elemento altrettanto leggero ed effimero: le bolle di sapone.
Parole da leggere, toccare e ascoltare
Il progetto di Valeria Canavesi nasce da una riflessione sul significato e sul valore delle parole nella società contemporanea. L’artista ne ha selezionate 18, dedicando a ciascuna un’interpretazione poetica e trasformandola successivamente in un’esperienza anche materica.
Carte, colori ed effetti di stampa cambiano in relazione al significato di ogni testo. Le parole diventano così mondi da leggere, toccare, annusare e ascoltare, realizzati combinando sistemi analogici e digitali con tecniche di stampa manuali. Opere fisiche, ma volutamente fragili e deperibili.
È proprio questa dimensione effimera ad aver creato un legame naturale con l’universo Dulcop.
Le bolle diventano parte dell’esperienza
Per accompagnare il progetto, Dulcop ha realizzato bolle Bubble World da 60 ml personalizzate con una grafica dedicata a “Sono Solo Parole”, pensate per essere donate ai visitatori come gadget ufficiale della mostra.
Un piccolo oggetto entra così nel racconto della mostra: perché anche una bolla esiste per pochi istanti, ma può lasciare un ricordo, un’emozione, un’immagine.
La collaborazione nasce dall’incontro tra due linguaggi apparentemente lontani, accomunati dalla capacità di trasformare qualcosa di leggero e temporaneo in un’esperienza capace di lasciare un segno.
“Sono Solo Parole” è visitabile all’Archivio Rachele Bianchi, in Via Legnano 14 a Milano, fino all’11 ottobre 2026.